Strumenti davvero sterili, monouso sempre a scorta, rifiuti gestiti con criterio: in cabina l'igiene non è un dettaglio, è la premessa di ogni trattamento su pelle e unghie. Questa guida mette in fila le fasi del protocollo, i criteri di scelta dei presidi e gli errori più comuni, per lavorare in sicurezza e farlo percepire alla clientela.

Come organizzare l'igiene della cabina estetica

Il modo più semplice per non lasciare buchi nel protocollo è ragionare per aree: ognuna ha i suoi presidi dedicati e un momento preciso della giornata in cui viene riordinata.

  • Mani: lavaggio frequente con sapone antibatterico da dispenser, tra un trattamento e l'altro.
  • Strumenti: vasca per la disinfezione, buste per la sterilizzazione e sterilizzatrice sempre in efficienza.
  • Lettino e superfici: carta monouso in pura cellulosa cambiata a ogni cliente, superfici deterse a fine servizio.
  • Rifiuti: sacchi dedicati alla raccolta differenziata, chiusi e sostituiti ogni giorno.

A monte serve una regola sola: le scorte di monouso si controllano a calendario, non quando finiscono. Restare senza buste o senza carta a metà giornata costringe a improvvisare, ed è lì che il protocollo salta.

Il protocollo strumenti, passaggio per passaggio

Per i ferri di manicure, pedicure e trattamenti viso il percorso corretto è sempre lo stesso, nello stesso ordine:

  • Detersione: subito dopo l'uso, elimina i residui visibili sotto acqua corrente.
  • Disinfezione: immergi gli strumenti aperti nella vasca con la soluzione, rispettando i tempi di contatto del prodotto.
  • Risciacquo e asciugatura: un ferro umido compromette la busta e il ciclo successivo.
  • Imbustamento: busta autosigillante ben chiusa o rotolo tagliato a misura, un set per busta.
  • Sterilizzazione: ciclo completo in autoclave o sterilizzatrice, senza sovraccaricare la camera.
  • Conservazione: le buste restano chiuse in un cassetto pulito e si aprono davanti alla cliente.

La sterilizzatrice va tenuta in efficienza: camera pulita e lampada sostituita appena la resa cala, tenendo il ricambio già in cassetto per evitare fermi.

Gli errori che vanificano il lavoro

  • Imbustare strumenti ancora umidi o sporchi: la sterilizzazione non compensa una detersione saltata.
  • Riutilizzare il monouso perché sembra pulito: carta lettino e fazzoletti si cambiano a ogni cliente, senza eccezioni.
  • Lasciare le buste aperte o riaprirle prima del trattamento: una busta non integra riporta lo strumento al punto di partenza.
  • Dimenticare l'armadietto di pronto soccorso: va verificato e ricaricato periodicamente, non solo appeso alla parete.
  • Sottovalutare i rifiuti: sacchi strapieni o sbagliati vanificano l'ordine di una cabina altrimenti impeccabile.

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Domande frequenti

Che differenza c'è tra disinfezione e sterilizzazione?

La disinfezione abbatte la carica microbica con un prodotto chimico ed è il passaggio in vasca; la sterilizzazione elimina anche le forme più resistenti con un ciclo fisico in autoclave o sterilizzatrice. In cabina servono entrambe, in sequenza: prima si disinfetta, poi si imbusta e si sterilizza.

Come conservo gli strumenti dopo la sterilizzazione?

Nelle loro buste integre, chiuse e asciutte, in un cassetto pulito destinato solo a quello. La busta si apre davanti alla cliente, al momento del trattamento: se risulta bucata, umida o già aperta, lo strumento rifà tutto il percorso.

Quando va sostituita la lampada della sterilizzatrice?

Segui il monte ore indicato dal produttore del tuo apparecchio, senza aspettare che smetta di funzionare: il calo di resa arriva prima. Annota la data di installazione e tieni sempre una lampada di ricambio a scorta.

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